A 14 anni vince le Olimpiadi d’informatica
Qualche giorno fa abbiamo parlato delle Olimpiadi d’Informatica, che si sono tenute nella ridente cittadina di Plovdiv, in Bulgaria. Come in ogni gara che si rispetti, ovviamente, conta partecipare, ma alla fine ci si ricorda solo dei vincitori. E così, per dovere di cronaca, sono qui a dirvi che la competizione è stata vinta da Henadzi Karatzevitch. Un nome che magari pronunci a fatica, ma che tra qualche anno potresti leggere con la stessa frequenza con cui, oggi, senti parlare di Sergey Brin e Larry Page.
Dai a Henadzi il tempo di crescere, e poi vedrai che ti combina. Eh sì, perché vedi, la cosa incredibile è che si tratta di un ragazzino di 14 anni, che ha sbaragliato la concorrenza di geniacci molto più grandi di lui. In un’intervista pubblicata sul sito ufficiale delle Olimpiadi, il giovane bielorusso racconta che, in realtà, partecipa alla manifestazione fin da quando aveva 11 anni. E già allora fece parlare di sé, portandosi a casa la medaglia d’argento. Da lì in poi, però, solo medaglie d’oro.
Quest’anno, la quantità di primi posti raggiunti gli ha consentito di vincere la classifica generale, che, a differenza delle classiche Olimpiadi, non è basata per nazione ma è individuale. La storia del portentoso quattordicenne ci racconta della sua passione dell’informatica, imparata all’età di otto anni, dai genitori-programmatori che insegnavano all’università di Gomel. Anno dopo anno, le conoscenze acquisite da Henadzi gli hanno permesso di affrontare numerosi tornei nazionali, piazzandosi spesso tra le prime posizioni.
Alla domanda se le Olimpiadi di quest’anno sono state difficili, il ragazzino ha risposto che le prove si sono rivelate impegnative come negli anni passati. E che quella che gli ha dato più filo da torcere richiedeva di simulare una sessione di tiro con l’arco, che freccia dopo freccia doveva calcolare la migliore posizione per centrare il bersaglio. “Questo problema è stato l’unico che non sono riuscito a finire, ottenendo solo 43 punti”. Ma Henadzi è anche un ottimo esempio di ragazzino che sa miscelare tempo libero e passione, al punto da dichiarare che davanti al PC non passa più di tre o quattro ore al giorno. “Mi piace giocare a calcio e tennistavolo, così cerco di trovare anche il tempo per lo sport”. Insomma davvero un bell’esempio che fa ben sperare per il futuro dell’informatica e… degli informatici.